Meglio che a Silvio, non c’è dubbio. Però il più famoso riconoscimento internazionale – il Nobel per la pace – quest’anno credo colga tutti un po’ alla sprovvista. Nella motivazione si legge che il Comitato per il Nobel ha deciso di assegnare il premio a Barack Obama per i suoi «sforzi straordinari nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli», ma, considerato che è alla presidenza da meno di un anno, a me sembra più che altro un premio alle intenzioni. Alcuni sostengono che la sua politica estera sia, per molti aspetti, la continuazione di quella messa in atto da Bush. Io però mi chiedo anche quanto Barack possa essere contento di aver vinto questo premio: ad esempio, ora come reagirà alle continue richieste dei suoi generali di aumentare la presenza militare in Afghanistan? Sì, è vero: per arrivare alla pace, a volte, bisogna passare anche dalla guerra. Per questo credo che ci sia ancora molto da fare e tempo per vederne i risultati.

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